giovedì 27 novembre 2014

210 - Il settore secondario e il paesaggio industriale



IL SETTORE SECONDARIO E IL PAESAGGIO INDUSTRIALE

Il settore secondario comprende due diverse attività – l’artigianato e l’industria – praticate dall’uomo da tempi molto differenti: infatti l’artigianato è nato 5.000 anni fa o anche prima, mentre l’industria è nata solo 250 anni fa.
Cottura della ceramica durante il Neolitico
Lavoro in una fabbrica inglese del XVIII secolo

 L'ARTIGIANATO

L’artigianato è la produzione di oggetti necessari all’uomo (stoffe, vasi, strumenti, eccetera) fatta a mano. Esso veniva praticato anche nell’Età Antica, ma è l’artigianato del Medioevo quello più simile all’artigianato attuale.
Nel Medioevo le città erano piene di botteghe artigiane, dove diversi artigiani producevano con le proprie mani tutto ciò che serviva per vivere: i fabbri costruivano coltelli e forbici, i calzolai fabbricavano scarpe e stivali, i sarti facevano i vestiti su misura per il cliente, i falegnami producevano sedie e mobili di ogni tipo, i vasai fabbricavano vasi e bicchieri, i sellai preparavano le selle per i cavalli, e così via.

Disegno ricostruttivo dell’interno della bottega di un vasaio medievale

Oggi è più difficile trovare botteghe di questo tipo: nelle città e nei paesi europei comunque possiamo trovare ancora il calzolaio che ripara le scarpe, l’arrotino che affila forbici e coltelli, il gioielliere che ripara orologi o che costruisce da sé gioielli di vari tipi, o il barbiere-parrucchiere che taglia i capelli. Di solito però la bottega si è trasformata in laboratorio artigianale, dove si producono oggetti su misura o in piccola serie, oppure dove si fanno riparazioni.
Possiamo così avere il laboratorio del falegname, che produce arredamenti per singoli clienti o per negozi; del fabbro che lavorando il ferro produce cancelli e recinzioni su misura; del pellettiere che produce borse, cinture, portamonete; del marmista che appronta lastre di marmo per pavimenti domestici o per i cimiteri; del vetraio che fabbrica soprammobili in vetro o specchi; del meccanico che ripara biciclette, moto e automobili; del costruttore edile che fornisce quanto è necessario alla costruzione di una casa, eccetera.

 Due esempi di laboratori artigianali a Venezia: sopra, un laboratorio per la produzione di maschere in cartapesta e, sotto, per la fabbricazione di oggetti in vetro a Murano.

Questi laboratori si trovano generalmente in zone cosiddette industriali (vedi il paragrafo IL PAESAGGIO INDUSTRIALE più avanti) e sono realizzati dentro capannoni, all’interno dei quali ci sono i magazzini per le materie prime, le macchine usate per la lavorazione, il deposito del prodotto finito. Nei laboratori lavorano fino a 15 operai (tra cui quasi sempre il padrone dell’azienda e alcuni familiari): se i lavoratori sono più di 15, l’attività non è più considerata artigianale, bensì industriale.

Un capannone prefabbricato

L’INDUSTRIA

L’industria è nata in Inghilterra nel Settecento con quella che viene chiamata Prima rivoluzione industriale; nell’Ottocento si ebbe la Seconda rivoluzione industriale che diffuse le industrie in Europa e negli Stati Uniti d’America. Nella seconda metà del Novecento l’elettronica e l’informatica hanno portato alla Terza rivoluzione industriale, che è ancora in corso e che si sta sviluppando in nuove direzioni, quali la robotica e l’impiego dei droni.

Interno di una fabbrica della prima rivoluzione industriale

Oggi il lavoro è sempre più automatico, cioè al posto dell’uomo lavorano le macchine: questo fenomeno si chiama automazione.
L’automazione richiede molti soldi e una grande quantità di energia, perché le macchine sono molto costose e sono sempre in funzione. L’automazione, però, presenta diversi vantaggi, perché le macchine lavorano sempre, giorno e notte, non si stancano mai e fanno il loro lavoro sempre allo stesso modo.
Con l’automazione è calato il numero di operai impiegati nelle industrie, in particolare di quelli non qualificati, cioè senza una preparazione professionale specifica; è aumentata, invece, la richiesta di manodopera specializzata, per cui oggi è necessario per lavorare in una fabbrica studiare molto e imparare bene a svolgere un certo lavoro.
 
Una fabbrica di robot in Germania: l’automazione è molto alta

Anche se oggi in tutta Europa sono presenti molte industrie, non possiamo definire il nostro continente tutto industrializzato allo stesso modo. La presenza delle industrie dipende da diversi fattori:
- la disponibilità di fonti di energia e di materie prime
- la possibilità di commercio
- le vicende storiche, che hanno creato regioni più ricche di altre o che, come nel caso dei Paesi a regime comunista, hanno posto lo Stato (e non la proprietà privata) a controllare in maniera rigida la produzione industriale.

Per questo in Europa si possono distinguere due regioni:
- le regioni molto industrializzate, in cui il livello tecnologico è alto (sostanzialmente l’Europa centro-occidentale: Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Italia settentrionale)
- le regioni con minore produzione industriale e di più basso livello tecnologico (l’Europa meridionale e l’Europa centro-orientale).

Le industrie sono di tipo molto diverso; le distinzioni che possiamo fare riguardano:
- la produzione
- le dimensioni
- i materiali usati
- le tecniche di produzione.

Per quanto riguarda la produzione delle singole industrie si possono catalogare alcuni tipi principali:

SETTORE INDUSTRIALE
COSA PRODUCE
Industria metallurgica
Metalli di vario tipo (di base e preziosi)
Industria siderurgica
Ferro e leghe con alto contenuto di ferro, tra cui l’acciaio e la ghisa
Industria metalmeccanica
Macchine di vario uso (macchine agricole, macchinari per le industrie, macchine tessili, ecc.)
Industria automobilistica
Veicoli a motore
Industria ferroviaria
Treni e locomotive
Industria navale
Imbarcazioni, navi, transatlantici, yacht
Industria aerea
Aerei e velivoli di vario tipo
Industria elettromeccanica
Macchine elettriche ed elettrodomestici
Industria calzaturiera
Scarpe e calzature di ogni tipo
Industria tessile
Fibre tessili vegetali, animali o artificiali
Industria dell’abbigliamento
Capi d’abbigliamento di qualsiasi tipo
Industria alimentare
Qualsiasi prodotto commestibile trasformato ricavato da agricoltura, zootecnia e pesca
Industria ittica
È il settore dell’industria alimentare che trasforma i prodotti della pesca
Industria del legno e della carta
Prodotti ricavati dalla silvicoltura (legname, mobili, parquet per pavimenti, carta, fiammiferi, ecc.)
Industria editoriale
Giornali, riviste, libri, ecc.
Industria cosmetica
Prodotti per la bellezza e l’estetica, l’erboristeria, la profumeria, l’acconciatura, ecc.
Industria chimica
Composti chimici, plastica, coloranti, colle, vernici, inchiostri, dolcificanti, adesivi, saponi, detersivi, esplosivi, fertilizzanti e molto altro
Industria farmaceutica
È il sotto-settore dell’industria chimica che produce vari tipi di medicine
Industria petrolchimica
È il sotto-settore dell’industria chimica che ottiene prodotti dalla lavorazione del petrolio o dei gas naturali: in particolare le materie plastiche (e gli oggetti in plastica), la gomma sintetica, le fibre tessili sintetiche e i fertilizzanti azotati
Industria petrolifera
Benzina, gasolio, cherosene, nafta, butano, propano, olio per motori, bitume, asfalto
Industria della meccanica di precisione
Orologi, cronografi, macchine fotografiche, apparecchiature mediche, ecc.
Industria delle telecomunicazioni
Telefono, radio, televisione
Industria informatica
Computer, cellulari, tablet, ecc.
Industria aerospaziale
Veicoli aerei che operano nell’atmosfera e nello spazio extra-atmosferico
Industria bellica
Armi di tutti i tipi

Un’industria metallurgica
Industria chimica
Industria petrolifera alle Canarie (Spagna)
Industria cantieristica nel Regno Unito
Industria alimentare in Francia
Industria tessile in Italia
La navicella spaziale Sojuz (qui al Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan) è stata progettata dall’industria aerospaziale della Russia
Industria bellica in Germania

Per quanto riguarda le dimensioni si distinguono le grandi industrie dalle medie e piccole industrie.
In Europa ci sono molte grandi industrie, le quali hanno la sede principale (o centrale) in uno Stato e fabbriche anche in altre Nazioni: per questo si chiamano multinazionali. Sono industrie o gruppi di industrie che hanno un enorme giro d’affari, cioè una grande quantità di prodotto venduto (calcolato non in numero di pezzi, bensì in soldi guadagnati); queste grandi industrie danno lavoro a migliaia di dipendenti in Stati diversi, ma la maggior parte dei profitti realizzati va a vantaggio del Paese in cui si trova la sede principale (che di solito è un Paese dell’area più industrializzata).
Le industrie di medie e piccoli dimensioni hanno un numero minore di dipendenti, i loro prodotti hanno una distribuzione più limitata (cioè non vengono venduti in tutto il mondo o in molti Paesi) e si trovano in tutti gli Stati europei.

Un’industria di medie dimensioni (produce caldaie) a Nantes (Francia)

Per quanto riguarda i materiali usati si distinguono gli impianti di base dalle industrie di trasformazione.
Gli impianti di base (presenti negli Stati ricchi di materie prime) sono industrie nelle quali si producono le materie prime utilizzate dalle altre industrie. Sono impianti di base
- le industrie petrolchimiche, che producono materie plastiche in granuli
- i cementifici, che producono cemento dall’argilla e dal calcare
- le raffinerie, che usano il petrolio greggio per produrre benzina, nafta, cherosene
- le siderurgie, che usano i minerali di ferro per produrre lamiere e tubi d’acciaio

Le industrie di trasformazione usano le materie prime prodotte dagli impianti di base, per fare prodotti di qualunque tipo (vedi la tabella precedente).

Per quanto riguarda le tecniche di produzione si distinguono le industrie tradizionali da quelle ad alta tecnologia.
Per industrie tradizionali si intendono quelle industrie che esistono da molto tempo e che producono oggetti entrati ampiamente nella vita quotidiana: le industrie dell’abbigliamento, alimentari, chimiche, meccaniche eccetera sono tutte tradizionali ed usano una tecnologia che esiste da molti anni, anche se ogni tanto bisogna fare dei cambiamenti.
Le industrie ad alta tecnologia sono quelle che usano macchinari nuovi e producono merci nuovissime, per il futuro: i settori aerospaziali, informatico, delle biotecnologie, dei treni ad alta velocità, dei robot, laser, fibre ottiche, satelliti, fanno tutti parte delle industrie ad alta tecnologia.

Industrie nei Paesi Bassi

IL PAESAGGIO INDUSTRIALE

Il paesaggio industriale è caratterizzato fin dalla Prima rivoluzione industriale dalle fabbriche, ossia grandi edifici, dove gli operai svolgono il loro lavoro.
All’inizio le fabbriche sorgevano dovunque ci fosse dello spazio a disposizione, anche all’interno delle città; poi con il tempo si cercò di costruirle vicino ad una miniera di carbone e nei pressi di un fiume, da poter usare per il trasporto di materie prime e merci. In seguito all’invenzione della locomotiva, le ferrovie poterono sostituire le imbarcazioni per lo stesso scopo. Frequentemente attorno alle fabbriche venivano costruite le case degli operai: si formavano così dei quartieri industriali, molte volte piuttosto degradati, là dove da secoli esistevano campi o foreste.

Una città industriale del XIX secolo

Attorno alla metà del XX secolo per i lavoratori delle industrie vennero costruiti dei quartieri operai, spesso fatti di grandi palazzi anonimi e tutti uguali, nelle periferie delle città; raramente i quartieri operai erano armoniosi e dotati di verde e di servizi.

 Il distretto di Partizánske (in Slovacchia) è nato nel 1938-1939 per gli operai che lavoravano
in una locale fabbrica di scarpe

Oggi le abitazioni degli operai e di tutti coloro che lavorano nelle industrie non sorgono necessariamente vicino alle fabbriche, dato che si preferisce abitare in un centro urbano possibilmente tranquillo. Invece per le industrie o per i laboratori artigianali si costruiscono le cosiddette zone industriali, in aree lontane dai centri abitati, formate da lunghe file di capannoni, disposti in serie l’uno accanto all’altro, ognuno con il piazzale per la sosta e la manovra degli autocarri che caricano e scaricano le merci e con il parcheggio per le vetture dei dipendenti. All’esterno di questi capannoni possono esserci delle cisterne per le materie prime e dei tubi metallici per la lavorazione. Il capannone è sempre circondato e protetto da un muro di cinta o da una recinzione metallica.

Zona industriale nella Pianura Padana (Italia)

Diverso è il paesaggio formato dagli impianti di base, che sorgono spesso all’estrema periferia della città o lungo le coste.
L’esterno è visibile da molto lontano, perché è formato da torri metalliche anche molto alte, da cisterne e da depositi, collegati tra loro da fasci di tubi di tutte le dimensioni e molto lunghi. Poiché l’impianto di base funziona a ciclo continuo, 24 ore al giorno, di notte l’esterno viene illuminato da migliaia di lampade, che rendono ancor più evidenti i fumi e i vapori scaricati nell’atmosfera.

Fabbriche in riva alla Senna a Rouen (Francia)

Tutto attorno asfalto e cemento si estendono per chilometri: ci sono le strade che portano negli stabilimenti i camion con le merci e i dipendenti con la propria auto o con i mezzi pubblici, i piazzali per le merci, i depositi, i magazzini, i parcheggi.

In molte parti d’Europa si trovano aree industriali dismesse, cioè che non producono più: a volte esse vengono lasciate in abbandono, con gli edifici cadenti e le tubature arrugginite; altre volte vengono recuperate e trasformate in musei all’aperto, in ricordo di un’attività che ha interessato milioni di individui e che è cambiata enormemente nel giro di qualche decennio.

Industria abbandonata in Sardegna (Italia)

Crespi d’Adda (Lombardia – Italia)
Un esempio di archeologia industriale divenuto patrimonio dell’Unesco

Nessun commento:

Posta un commento