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mercoledì 15 agosto 2012

127 - Un cane e il pezzo di carne (leggere una favola di Esopo)

UN CANE E IL PEZZO DI CARNE (di Esopo, adattato da R.S.)

Un cane, mentre attraversava un fiume con un pezzo di carne in bocca, vide la propria immagine riflessa sull’acqua e, credendo di vedere un altro cane con un pezzo di carne più grande del suo, lasciò il proprio pezzo e si lanciò per prendere quell’altro. Ma in questo modo li perse tutti e due: uno perché non c’era se non come un’immagine, l’altro perché fu portato via dalla corrente.
Questa favola è adatta per gli uomini avidi.

ESERCIZIO:
1- Dove è ambientata la favola?
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2- In questa favola c’è un solo personaggio o sono due?
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3- Che cosa ha in bocca il cane che attraversa il fiume?
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4- Perché vuole prendere la carne del cane che vede riflesso nell’acqua?
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5- Come finisce la favola?
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6- Fai un disegno per illustrare la favola.































Se vuoi ascoltare / vedere questa favola, clicca sul link seguente:
Un cane e il pezzo di carne



126 - La zanzara e il leone (leggere una favola di Esopo)


LA ZANZARA E IL LEONE (di Esopo, adattato da R.S.)

Un giorno una zanzara disse a un leone:
«Non mi fai paura e non sei più forte di me. E se non sei d’accordo, dimmi in che cosa consiste la tua forza. Ti credi forte, perché graffi con gli artigli e azzanni con i denti? Ma questo lo sa fare anche una donna, quando litiga con il marito! Io invece sono molto più forte di te. Vuoi sfidarmi?».
E la zanzara cominciò a pungere il leone sul muso, intorno alle narici, dove non ha peli. Il leone, per difendersi, non fece altro che graffiarsi con le proprie unghie, finché disse:
«Basta, hai vinto tu. Sei più forte di me».
La zanzara, tutta orgogliosa, si alzò in volo e, senza accorgersene, si trovò presa nella tela di un ragno, che se la mangiò in un solo boccone.

ESERCIZIO:
1- Quali sono i personaggi della favola?
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2- Chi, secondo la zanzara, può fare le stesse cose che fa il leone?
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3- Come combatte la zanzara?
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4- Chi vince la battaglia?
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5- Come finisce la favola?
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6- Fai un disegno per illustrare la favola.





























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125 - Il lupo e l'agnello (leggere una favola di Esopo)

IL LUPO E L’AGNELLO (di Esopo, adattato da R.S.)

Un lupo vide un agnello che beveva sulle rive di un fiume e decise di mangiarselo, ma voleva prima trovare una scusa ragionevole. Così gli disse:
«Smettila di intorbidare tutto il fiume, perché io non posso bere acqua piena di fango».
«Ma se tu sei più in alto di me», rispose l’agnello, «come è possibile che io intorbidi l’acqua?».
Allora il lupo provò con un altro pretesto:
«Un anno fa tu hai parlato male di mio padre».
«Non è possibile: un anno fa io non ero ancora nato».
«Anche se tu trovi tutte le scuse di questo mondo», disse allora il lupo, «io ti mangerò lo stesso». E gli saltò addosso, divorandolo.
La favola dimostra che una giusta difesa non vale niente con chi ha deciso comunque di fare del male.

ESERCIZIO:
1- Dove è ambientata la favola?
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2- Chi sono i personaggi?
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3- Perché l’agnello non può intorbidare l’acqua?
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4- Perché l’agnello non può aver parlato male del padre del lupo?
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5- Come finisce la favola?
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6- Fai un disegno per illustrare la favola.

























Se vuoi vedere / ascoltare questa favola, clicca sul link seguente:
Il lupo e l'agnello

124 - I due cani (leggere una favola di Esopo)

I DUE CANI (di Esopo, adattato da R.S.)

Un uomo aveva due cani: ne addestrò uno per la caccia, un altro per fare la guardia. Ogni volta che il cane da caccia usciva in cerca di prede e catturava qualcosa, il padrone dava una parte del bottino anche al cane da guardia. Così il cane da caccia aveva un grande dispetto in corpo e un giorno si arrabbiò tantissimo.
«Non è giusto», disse al cane da guardia, «che io lavoro tutto il giorno e tu, che non fai niente, mangi quello che io prendo!».
«Non prendertela con me», rispose il cane da guardia, «ma con il padrone. È lui che non mi ha insegnato a lavorare e a vivere del lavoro degli altri».
E così succede anche per i ragazzi pigri: non bisogna rimproverarli, se sono stati i genitori a renderli tali.

ESERCIZIO:
1- In questa favola ci sono 3 personaggi: quali?
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2- Quale dei 2 cani si arrabbia?
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3- Perché si arrabbia?
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4- A chi è adatta questa favola?
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5- Quanto tempo può durare questa favola, secondo te?
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6- Fai un disegno per illustrare la favola.


























Se vuoi ascoltare / vedere questa favola, clicca al link seguente:
I due cani

123 - Il cane che inseguiva il leone e la volpe (leggere una favola di Esopo)

IL CANE CHE INSEGUIVA IL LEONE E LA VOLPE (di Esopo, adattato da R.S.)

Un cane da caccia un giorno vide un leone e si mise a inseguirlo. Ma quando il leone se ne accorse, ruggì con forza contro il cane, che pieno di paura scappò via.
«Quanto sei stupido», gli disse una volpe, che aveva visto tutta la scena. «Pretendi di inseguire un leone e non sopporti nemmeno il suo ruggito!».
Questa favola va bene per quelle persone superbe, che parlano male di chi è più potente di loro, ma, se questi reagisce, si tirano subito indietro.

Se vuoi ascoltare / vedere questa favola, clicca al link seguente:
Il cane che inseguiva il leone e la volpe 

ESERCIZIO:
1- Quando è ambientata questa favola?
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2- Dove è ambientata?
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3- Quali sono i personaggi?
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4- Perché il cane scappa pieno di paura?
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5- Quale personaggio dimostra più intelligenza in questa favola?
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6- Fai un disegno per illustrare la favola.

































122 - Il corvo e la volpe (leggere una favola di Esopo)

IL CORVO E LA VOLPE (di Esopo, adattato da R.S.)

Un corvo si era posato su un albero con un pezzo di carne rubata, stretta nel becco. Una volpe lo vide e, volendo impadronirsi di quella carne, si fermò ai piedi dell’albero e incominciò a lodare il corvo:
«Come sei grande», disse al corvo, «e come sei bello! Sicuramente devi essere il re di tutti gli uccelli. Ma di sicuro puoi essere il re, se tu avessi anche una bella voce e sapessi cantare a meraviglia!».
Allora il corvo, per dimostrare che sapeva anche cantare, lasciò cadere la carne dal becco e cominciò a gracchiare con tutta la forza che aveva. A quel punto la volpe corse a prendere la carne caduta e aggiunse:
«Se tu avessi anche un po’ di cervello, caro mio, allora sì, potresti regnare su tutti».
La favola è fatta per gli sciocchi di questo mondo.

ESERCIZIO:
1- Chi sono i personaggi della favola?
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2- Dove è ambientata la favola?
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3- Che cosa il corvo ha rubato?
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4- Che cosa vuole la volpe?
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5- Che cosa manca al corvo per essere il re di tutti?
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6- Fai un disegno a destra per illustrare la favola a modo tuo.
 


Se vuoi ascoltare / vedere questa favola, clicca al seguente link:
Il corvo e la volpe

121 - L'articolo giusto (leggere un breve racconto)

L’ARTICOLO GIUSTO (di R. S.)

«Carlo, stamattina mi devi aiutare», disse il professore di italiano.
«Mi dica».
«Mentre io spiego al resto della classe la rima (è facile e tu te la studi poi da solo), cerca di far capire a Yisheng quello che ho scritto in questi due fogli: riguarda gli articoli determinativi, in particolare Yisheng deve capire perché a volte si usa IL, a volte L’ e a volte LO».
«È facile», giudicò Carlo.
«Per te che sei italiano», replicò il professore, «per un cinese non è proprio così semplice».
Così, mentre il prof spiegava agli altri la rima, scrivendo alla lavagna una delle sue solite poesie insensate, Carlo, orgoglioso del compito che gli era stato dato, aiutò Yisheng a comprendere perché la lingua italiana ha così tanti articoli diversi. La concentrazione dei due ragazzi (uno biondo come un campo di grano, l’altro bruno come la notte) era massima; solo a un certo punto furono disturbati da Osvaldo, che oltre a essere bullo era anche invidioso, e dal suo posto lanciò un pezzo di gomma rotta in testa a Yisheng (in realtà voleva colpire Carlo, ma Osvaldo aveva anche una pessima percezione dello spazio).
«Prof, prof!», urlò Carlo a fine lezione; «Yisheng ha capito!».
«Sicuro?».
«Sicurissimo, perché gli occhi si sono illuminati, e poi ha detto: “Il simpatico Carlo e lo stupido Osvaldo”».
Applausi di tutta la classe, Osvaldo compreso.

Se vuoi vedere e ascoltare il video con questo racconto, clicca qui
L'articolo giusto 

SCHEDA GRAMMATICALE:
A volte si può interrompere un testo, aggiungendo un’osservazione non strettamente necessaria al discorso, o comunque che dice qualcos’altro rispetto al discorso principale; in questo caso l’osservazione aggiunta si scrive tra parentesi, come nel racconto qui sopra, dove ci sono 3 esempi di questo tipo (e in realtà ce ne potrebbero essere altri due: provate a farli individuare all’alunno straniero). La frase scritta tra parentesi, se pronunciata ad alta voce, necessita di un forte cambiamento nel tono di voce.


ESERCIZIO:
1- In quale luogo è ambientato il racconto?
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2- In quale momento della giornata?
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3- Quanti e quali sono i personaggi che fanno qualcosa individualmente?
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4- C’è anche un personaggio collettivo: quale? Che cosa fa?
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5- Che cosa Carlo deve spiegare a Yisheng?
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6- Con l’aiuto di che cosa?
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7- Che cosa fa il professore nel frattempo?
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8- Che cosa fa Osvaldo? Perché?
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9- Con quale frase Yisheng dimostra di aver capito la lezione?
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martedì 14 agosto 2012

120 - Attraversare una strada (leggere un breve racconto)

ATTRAVERSARE UNA STRADA (di R.S.)

Quando uno è così piccolo e timoroso, è difficile attraversare una strada dal traffico intenso. Sono già venti minuti che Lumy guarda a destra e a sinistra, aspettando il momento buono, ma l’impresa sembra impossibile: una fila continua di macchine va da est verso ovest e un’altra fila infinita va da ovest verso est. “Chissà perché si muovono tanto e così in fretta”, si chiede Lumy, che avrebbe tanta voglia di andare dall’altra parte della strada, dove ha visto c’è un bellissimo prato di erba verde e di fiori colorati; già immagina di rotolarsi nel fresco di quell’erba, o di correre (per quanto questo verbo sia adeguato alle sue possibilità) tra i ranuncoli e i fiordalisi!
In più fa anche molto caldo, anche se siamo solo a maggio, e dall’asfalto una specie di nebbiolina sale a confondere le cose. Solo verso sera Lumy si sente coraggiosa abbastanza per tentare di attraversare la strada; automobili non ce ne sono quasi più, sembra che la gente si sia stancata di andare su e giù come impazzita. Così si butta: attraversa alla massima velocità di cui è capace, attenta sempre al minimo rumore e alla minima ombra che avanza.
Per questo si accorge molto bene della macchina rossa (una vecchia Fiat 500 con capote in tela) e della signora bionda che la guida con tutte le due mani nella posizione giusta sul volante; solo non riesce a sentire lo “scrach” terribile che produce tutto il suo corpo, quando una ruota le passa sopra.
La signora bionda continua la sua strada e nemmeno si è accorta di aver ammazzato una povera lumaca, che voleva solo attraversare la strada, per andare a giocare in un prato.

SCHEDA GRAMMATICALE:
Nel racconto Lumy “avrebbe voglia di andare dall’altra parte della strada”. “Avrebbe” è una forma particolare del verbo AVERE, cioè è il modo CONDIZIONALE. Questo modo verbale indica appunto un’azione che è possibile fare, ma solo a condizione che accada qualcos’altro: in questo caso Lumy può andare dall’altra parte della strada, solo se non ci sono auto che passano sulla strada.
Esempi con verbi diversi al modo condizionale (quello sottolineato):
Io andrei a New York, se avessi i soldi per il viaggio = io vado a New York, ma non ho i soldi per farlo
Tu studieresti volentieri con un prof più simpatico = tu studi, ma solo se il prof è più simpatico
Lui starebbe in silenzio, se anche gli altri tacessero = lui sta in silenzio, ma solo se anche gli altri stanno in silenzio


ESERCIZIO:
1- Dove è ambientato il racconto?
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2- In quale periodo dell’anno? _______________________________________________________
3- Chi è Lumy? ___________________________________________________________________
4- Che cosa vuole fare? Perché?
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5- Perché ha tanta paura di attraversare la strada?
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6- Che cosa pensa Lumy dei tanti automobilisti che corrono sulla strada?
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7- Quale azione terribile succede alla fine del racconto?
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8- Quale personaggio provoca questa azione?
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9- Quale automobile guida questo personaggio?
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119 - Il linguaggio delle rondini (leggere un breve racconto)

IL LINGUAGGIO DELLE RONDINI (di R.S.)

Quando pensa, Yisheng pensa in cinese. È normale, visto che è cinese e si trova in Italia solo da 13 mesi. Sdraiato sull’erba del parchetto vicino a casa sua, Yisheng ascolta le rondini che cinguettano in continuazione, mentre volano sopra la sua testa.
«Cip cip cip», dice una, che sembra particolarmente felice.
«Fiit fiit», risponde un’altra, che fa delle giravolte mozzafiato.
“Mi piacerebbe sapere che cosa si dicono”, pensa Yisheng e, siccome lo pensa in cinese, capisce benissimo che cosa ha pensato.
“Forse si dicono che si vogliono bene e che, magari, potrebbero fare un figlio e allargare la famiglia”, pensa ancora Yisheng. “O forse si dicono che anche oggi fa un caldo terribile, ma lassù, tra i soffi d’aria che percorrono il cielo, si sta bene; si sta proprio bene. Invece voi, esseri umani, che non sapete volare e state sempre con i piedi per terra, pensando solo a lavorare, a far soldi, a vivere infelici…”.
Yisheng è quasi contento di questi suoi strani pensieri: “Eh già, mi piacerebbe proprio sapere che cosa si dicono le rondini!”.
«Dai Felipe, è ora di andare a casa. Hai passeggiato abbastanza anche oggi, hai fatto la cacca e adesso andiamo a mangiare la pappa che ti prepara la tua mammina», dice una signora al suo cane, che però non ha alcuna intenzione di tornare a casa.
“Ah!”, pensa Yisheng, “mi piacerebbe sapere anche che cosa si dicono gli italiani, nel loro strano linguaggio”. E gli vengono in mente i professori a scuola, quando gli parlano e lui capisce solo «Cip cip, fiit fiit».

SCHEDA GRAMMATICALE:
Il verbo POTERE + un altro verbo all’infinito [nel racconto c’è “potrebbero fare”] è un verbo cosiddetto “servile”, cioè che serve a dare un particolare significato al verbo all’infinito: in questo caso il significato è quello della possibilità di fare una cosa.
Altri verbi servili sono: dovere – volere – sapere.
Osserva gli esempi e chiedi all’insegnante una spiegazione, se non capisci il significato delle frasi:
Io non posso ascoltare le tue stupidaggini.
Tu devi ubbidire ai tuoi genitori?
Lui sa leggere da quando aveva 3 anni.
Noi vogliamo fare una ricreazione più lunga.
Voi potete disegnare con i pastelli o con i pennarelli.
Essi devono studiare tutto il capitolo di geografia.


ESERCIZIO:
Chi è il protagonista di questo racconto?
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Dove si trova? ____________________________________________________________________
Che cosa sta facendo?
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Perché Yisheng pensa in cinese?
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Quale altro personaggio compare verso la fine del racconto?
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Chi è Felipe? _____________________________________________________________________
Secondo Yisheng come parlano gli italiani?
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Che cosa sembrano a Yisheng i professori a scuola?
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118 - Un panino con la mortadella (leggere un breve racconto)

UN PANINO CON LA MORTADELLA (di R.S.)

«Aspetta!», grida la mamma di Carlo, al figlio che è già sulla porta di casa per andare a scuola. «Hai dimenticato il panino».
«Con che cosa l’hai fatto?», chiede Carlo.
«Con la mortadella».
«Uhmmm! Buono!».
La mortadella piace tantissimo a Carlo, in più ha un odore squisito. Già immagina i suoi compagni di classe, con la loro merendina stupida, comprata alle macchinette, che lo circondano in ricreazione, per chiedergli un pezzo del suo panino. In particolare quel bullo di Osvaldo, che, a 16 anni, è ancora in Seconda Media. Carlo se lo vede arrivare vicino, con il suo sorriso da idiota e i suoi pantaloni alla moda, che secondo lui lo fanno tanto bello e invece gli mettono in mostra solo le chiappe grasse e bianchicce. «Dammi il tuo panino, moscerino!», gli dice ridendo e i bulletti come lui fanno gesti e risate da stupidi.
“No, oggi il mio panino con la mortadella non te lo do!”, pensa Carlo, e vedendo una panchina nel parco, prende una decisione irrevocabile: si ferma, appoggia la bicicletta all’albero vicino, apre lo zaino, ne tira fuori il panino e se lo mangia tutto; non lascia neanche una briciola agli uccellini, che lo spiano tra le foglie dell’albero. Poi, tutto felice, se ne va a scuola.
In classe la professoressa di matematica, di solito allegra e sorridente, lo guarda con occhi cattivi.
«Carlo, per caso stai dormendo?», gli chiede.
«Sì, prof», risponde lui: «Mi sento un peso sullo stomaco!».

SCHEDA GRAMMATICALE:
Nel racconto “Aspetta” e “Dammi” sono due forme verbali del modo IMPERATIVO. È un modo che si usa per indicare un comando, un ordine. È uguale nella forma al presente indicativo (ma è senza la forma per la persona IO) e, di solito, quando si scrive, lo si fa seguire dal punto esclamativo (!).


ESERCIZIO:
1- Chi è il protagonista del racconto? __________________________________________________
2- Quali altri personaggi ci sono?
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3- Tra i personaggi ci sono anche degli animali? Se sì, quali?
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4- In quale momento della giornata è ambientata la storia?
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5- Perché la mamma di Carlo dice al figlio di aspettare?
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6- Con che cosa è fatto il panino di Carlo? _____________________________________________
7- Perché a Carlo il panino con la mortadella piace tantissimo?
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8- Che cosa mangiano i compagni di classe di Carlo?
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9- Perché Osvaldo si crede bello?
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10- Perché Carlo decide di mangiare il panino, prima di andare a scuola?
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11- Dove Carlo mangia il suo panino?
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12- Perché Carlo in classe è quasi addormentato?
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117 - La torta di mele della prof di matematica (leggere un breve racconto)

LA TORTA DI MELE DELLA PROF DI MATEMATICA (di R.S.)

Sono le 7 del mattino in casa Ribaldi e come tutti i giorni la voce della mamma di Carlo rompe il silenzio.
«Carlo, sveglia! È ora di andare a scuola!».
Ma Carlo non può sentirla: sta sognando di essere interrogato dalla prof di matematica e di saper rispondere a tutte le sue domande, anche quelle più difficili.
«Quanto fa 28 per 64?».
E Carlo, senza calcolatrice, risponde a mente:
«1.645.324».
«Bravo!», dice la prof. «E quanto fa 75 per 139?».
«3.668.711», dice Carlo, orgoglioso della risposta che gli è venuta senza pensarci tanto.
«Bravissimo!», dice quasi gridando la professoressa; ha un sorriso enorme sulla faccia e persino i suoi capelli biondi sembrano felici.
«Carlo, c’è la torta di mele», dice la mamma di Carlo e lui, nel sogno, sente la prof. che dice:
«Quante calorie ci sono in una fetta di torta di mele del peso di 150 grammi?».
«Prof, prima la mangio e poi glielo dico», risponde Carlo, che apre gli occhi e si alza dal letto.
“Ah, che bella giornata dev’essere questa!”, pensa Carlo entrando in cucina e vedendo un raggio di sole illuminare la sua colazione.

SCHEDA GRAMMATICALE:
Il verbo STARE + un verbo al gerundio [come nel racconto “sta sognando”] si usa per indicare un’azione che sta accadendo proprio in quel momento.
Esempi:
Io sto pensando = io in questo momento faccio l’azione di pensare
Tu stai cantando = tu in questo momento fai l’azione di cantare
Lui sta scrivendo = lui in questo momento fa l’azione di scrivere
Noi stiamo ascoltando = noi in questo momento facciamo l’azione di ascoltare
Voi state parlando = voi in questo momento fate l’azione di parlare
Essi stanno lavorando = essi in questo momento fanno l’azione di lavorare


ESERCIZIO:
1- Nel racconto ci sono 3 personaggi: chi sono?
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2- In quale momento della giornata è ambientato il racconto?
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3- Dove è ambientato il racconto?
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4- Che cosa sta sognando Carlo?
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5- Le risposte che Carlo dà alla professoressa sono esatte?
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6- Com’è la professoressa?
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7- Che cosa sveglia Carlo veramente?
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8- Che cosa illumina la colazione di Carlo?
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